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Bank of America ha calcolato il contributo dei robot al PIL degli Stati Uniti quest'anno

Bank of America ha calcolato il contributo dei robot al PIL degli Stati Uniti quest'anno

Le spese di investimento per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rimarranno il principale motore della crescita economica globale nel 2026. Secondo il nuovo rapporto macroeconomico di BofA Global Research (il primo della serie «AI Matters»), gli investimenti in infrastrutture per l’IA aggiungeranno circa 0,4 punti percentuali alla crescita del PIL statunitense nell’anno in corso. Gli analisti avvertono però che il contributo economico della tecnologia potrebbe iniziare a diminuire già nel 2027, sebbene gli ingenti budget delle grandi aziende IT mantengano il potenziale per rivedere al rialzo le previsioni a breve termine.

Il ciclo globale degli investimenti si è esteso ben oltre il mercato statunitense. Gli Stati Uniti e la Cina si contendono ferocemente la leadership del settore adottando modelli economici fondamentalmente diversi. Washington mantiene il primato sviluppando modelli all’avanguardia, appoggiandosi al dinamismo del capitale privato e a una solida base di ricerca. Pechino, invece, punta su una crescita su scala statale, sfruttando l’accesso a energia a basso costo e un stretto controllo centralizzato sui minerali critici necessari per la produzione di hardware.

I principali beneficiari di questa gara tra superpotenze sono i nodi chiave della catena di approvvigionamento globale. BofA conferma la sua proiezione di crescita del PIL di Taiwan all’8% nel 2026, indicando l’espansione del settore dell’intelligenza artificiale come il catalizzatore principale per l’economia dell’isola. Nonostante le tensioni geopolitiche nella regione, la domanda globale di semiconduttori ad alta tecnologia resta solida. Anche Messico e Corea del Sud, che si integrano sempre più nella produzione di hardware per i data center, stanno raccogliendo benefici strutturali dalla riallocazione dei capitali. L’effetto economico delle reti neurali ha smesso di essere un fenomeno localizzato nella Silicon Valley.

Con il completamento della fase iniziale degli investimenti infrastrutturali, l’attenzione si sposta ora sulla valutazione della produttività effettiva. Gli analisti di BofA osservano che la seconda fase del ciclo rivelerà se l’IA trasformerà radicalmente il mercato del lavoro o si limiterà a migliorare gradualmente i processi aziendali. Il successo dipenderà dalla velocità con cui i nuovi strumenti verranno adottati nel settore aziendale.

Sebbene in alcuni settori persistano i rischi di massicce perdite di posti di lavoro, gli autori del rapporto sottolineano che la tendenza globale della fine degli anni 2020 sarà una marcata «sfida alle competenze», che definirà la competitività di interi paesi.

L’attuale traiettoria mostra che il picco del ciclo di investimenti nell’IA non è ancora stato raggiunto. I capitali continuano ad affluire costantemente nella costruzione di data center e nello sviluppo di chip specializzati. In questo contesto, gli investitori focalizzano l’attenzione sulle economie di prim’ordine, capaci di mantenere lo status di anelli insostituibili nella nuova architettura tecnologica globale.

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