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Lo shock del gas riporta le società energetiche al vertice del mercato azionario

Lo shock del gas riporta le società energetiche al vertice del mercato azionario

La ripresa della volatilità sul mercato mondiale del gas naturale a causa delle interruzioni delle forniture dal Qatar crea un potenziale di crescita su ampia scala per le società energetiche europee. Secondo un nuovo rapporto di Goldman Sachs, i principali beneficiari saranno gli operatori con un’elevata quota di contratti spot e forti posizioni nel commercio di gas naturale liquefatto (GNL).

I danni alle infrastrutture di Ras Laffan, che rappresentano circa il 17% della capacità esportatrice qatariota di GNL, hanno già spinto i prezzi del gas in Europa oltre i 60 euro per megawattora. In questo contesto, gli analisti di Goldman Sachs hanno rivisto radicalmente le loro previsioni sulle materie prime, alzando le aspettative per il gas europeo ben al di sopra del consenso del mercato. La ragione indicata è il vincolo dell’offerta a lungo termine, aggravato dalla paralisi logistica nello Stretto di Hormuz. Parallelamente, la banca ha alzato la sua stima per il petrolio Brent, portandolo a 92,7 dollari al barile nel 2026 e a 80,2 dollari al barile nel 2027.

Tra le principali compagnie petrolifere e del gas mondiali, Goldman Sachs individua la britannica BP come la favorita. Gli analisti sottolineano che la società dispone di una potente divisione di trading di GNL e di un’alta quota di contratti legati al mercato spot. Il principale vantaggio di BP nella situazione attuale è l’assenza di asset diretti in Qatar: questo consente alla società di trarre profitto dagli aumenti di prezzo evitando i rischi operativi in una regione instabile.

La banca ricorda che i periodi di shock dei prezzi tradizionalmente generano profitti straordinari per i trader. Durante la crisi energetica del 2022, i ricavi delle divisioni integrate del gas dei colossi petroliferi sono saliti a livelli record. Ora Goldman Sachs prevede una crescita analoga, seppur più moderata, della marginalità.

Nel segmento dell’esplorazione e produzione (upstream), la norvegese Vår Energi è indicata come la principale beneficiaria. La società presenta la massima esposizione ai prezzi spot europei grazie a una elevata quota di produzione non coperta da hedge. Gli analisti indicano Equinor ASA e Harbour Energy plc come altri beneficiari della contrazione del mercato, sebbene il loro potenziale sia ritenuto più contenuto.

L’equilibrio globale tra domanda e offerta continua a deteriorarsi. Secondo le stime di Goldman Sachs, circa il 19% della capacità mondiale di fornitura di GNL è attualmente inattiva. Ciò genera una dura competizione sui prezzi: i benchmark asiatici crescono più rapidamente per intercettare le metaniere atlantiche e reindirizzarle verso l’Est.

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