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I mercati sono praticamente certi che la Fed ridurrà il tasso di 25 punti base nella prossima riunione di mercoledì, ma la traiettoria successiva del tasso è del tutto incerta. Solo una settimana fa si prevedevano tre tagli nel 2026; a partire da lunedì mattina, i futures sui tassi vedono invece soltanto due riduzioni, ad aprile e a settembre. Il presidente della Fed Powell sembra aver ceduto alle pressioni per un taglio a dicembre, ma resisterà a ulteriori allentamenti fino alla fine del suo mandato.
Una cosa è certa: le aspettative di inflazione sono in calo, quindi anche i falchi nel FOMC devono tenerne conto. Pertanto, ulteriori tagli dei tassi incontreranno meno resistenza, esercitando una pressione significativa sul dollaro.
È probabile che il dollaro recuperi parte delle perdite dopo l'annuncio delle decisioni della Fed, poiché la traiettoria successiva dei tassi rimane incerta; inoltre nei prossimi giorni verranno pubblicati i dati sull'inflazione mancanti, che chiariranno il quadro complessivo. Particolare attenzione sarà prestata, tra le altre cose, alle previsioni aggiornate che la Fed sarà costretta a fornire senza dati completi sull'inflazione e sul mercato del lavoro per ottobre e novembre.
L'incertezza sul dollaro non diminuisce, anzi cresce. Nella nostra precedente analisi, abbiamo osservato che esiste uno scenario in cui un taglio dei tassi da parte della Fed non porterà a un calo dei rendimenti obbligazionari. Il rendimento dei titoli del Tesoro USA decennali è in aumento da fine novembre, ossia mentre il mercato raggiunge un consenso sulla probabilità di un taglio il 10 dicembre. Questa dinamica è molto significativa e indica, tra le altre cose, che il piano di Trump - che prevede una rapida riduzione dei tassi accompagnata da un aumento dei dazi sulle importazioni per rilanciare l'industria USA e abbassare i costi del credito - non trova ancora pieno riscontro sui mercati finanziari. Se i rendimenti obbligazionari non scendono, non si può contare su una rapida soluzione del problema dell'aumento del debito pubblico e del suo costo di servizio. Ciò riduce la fiducia nel dollaro e lo mette sotto pressione, nonostante i livelli elevati dei rendimenti.
Il tasso overnight è rimasto elevato per tutto novembre ed è tornato a salire ben oltre il tasso della Fed verso fine mese. Le banche stanno inoltre utilizzando attivamente il meccanismo di repo permanente per 26 miliardi di dollari, a evidenza dei problemi di liquidità. Se il mercato giungerà alla conclusione che tali problemi di liquidità sono conseguenza della fine del programma di quantitative tightening, il prossimo passo potrebbe essere la necessità di iniettare ulteriori fondi nel mercato overnight, sia tramite l'apertura di linee di credito supplementari, sia tramite riacquisti di asset seguiti da iniezioni di liquidità. Indipendentemente da come la si guardi, si tratta di aspettative di un altro ciclo di quantitative easing, e queste attese non rafforzano certo la stabilità del dollaro.
Un altro rischio ha carattere istituzionale e può alterare l'equilibrio degli interessi economici: risiede nel desiderio di Trump di prendere il controllo della Fed. Tra i fattori importanti in questo caso figurano la decisione della Corte Suprema nel caso Lisa Cook, la probabilità che Powell lasci la presidenza della Fed prima della scadenza del suo mandato a maggio e l'obbligo per i membri del FOMC di risiedere nei rispettivi distretti per almeno tre anni. Tutto questo potrebbe portare alla rielezione di diversi membri del FOMC; se il mercato dovesse vedere aumentare il controllo di Trump sulla Fed, ciò minerebbe anche la fiducia nel dollaro.
Il dollaro sta quindi chiudendo l'anno in condizioni molto difficili. Al momento non ci sono ragioni solide per attendersi un suo rafforzamento. Nei prossimi due giorni prevediamo volatilità contenuta: gli investitori preferiranno non correre rischi fino all'annuncio del FOMC, ma in generale va considerato che il dollaro resta sotto forte pressione, e solo qualcosa di estremamente inatteso potrebbe cambiarne la percezione come valuta debole.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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