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L'oro spot è nuovamente sceso dello 0,7% a 4.047,22$, avvicinandosi a 4.040$ e annullando completamente il modesto rialzo della sessione precedente. L'argento ha perso l'1,7% a 57,39$, con platino e palladio anch'essi in ribasso. L'indice del dollaro è salito leggermente.
Il calo avviene alla vigilia di una decisione sui tassi della Fed potenzialmente controversa, prevista per la settimana in corso, mentre la fragile pausa nei combattimenti in Medio Oriente ha attenuato i timori inflazionistici. I trader si stanno posizionando in vista della riunione Fed di mercoledì, con i membri dell'istituto divisi tra il rapporto CPI di giugno, più debole delle attese, e il recente aumento dei prezzi del petrolio in concomitanza con l'escalation delle ostilità tra Stati Uniti e Iran.
Il livello di incertezza prima della riunione è insolitamente alto rispetto agli ultimi anni. I derivati sui tassi prezzano circa il 40% di probabilità di un rialzo di un quarto di punto percentuale. Ma anche se la Fed dovesse lasciare i tassi invariati, un tono «da falco» o un segnale netto che ulteriori inasprimenti restano sul tavolo potrebbe sostenere i rendimenti reali e il dollaro, limitando temporaneamente il recupero dell'oro.
La perdita accumulata dall'oro dall'inizio del conflitto resta significativa. Dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, cinque mesi fa, il metallo prezioso ha perso quasi un quarto del suo valore, a causa degli elevati prezzi dell'energia che hanno alimentato le pressioni inflazionistiche. Tuttavia, da fine giugno il metallo si è attestato intorno al livello chiave di supporto a 4.000$, sostenuto da flussi di acquisto sui ribassi. Secondo i dati più recenti, gli ETF garantiti dall'oro hanno registrato afflussi per cinque giorni consecutivi — la serie più lunga di entrate da maggio — segnalando un interesse istituzionale resiliente nonostante la debolezza dei prezzi.
Resta comunque vero che la prospettiva di tassi più alti continua a tenere l'oro sotto pressione.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.062$ per puntare al livello successivo a 4.124$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.186$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.008$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 3.954$, e poi fino a 3.906$.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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