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L'oro è balzato oggi dell'1,2% a circa 4.562$ l'oncia, recuperando completamente le modeste perdite della scorsa settimana. Questo rialzo è stato innescato dalle notizie secondo cui Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un accordo sullo Stretto di Hormuz: la prospettiva della riapertura dello stretto riduce le attese di inflazione e, di conseguenza, la necessità di mantenere i tassi elevati a lungo.
La logica è paradossale ma comprensibile. Sembrerebbe che una riduzione delle tensioni geopolitiche dovrebbe indebolire l'oro come bene rifugio. Tuttavia, sono stati proprio il conflitto con l'Iran e lo shock energetico conseguente a esercitare la pressione principale sul metallo da fine febbraio: l'inflazione elevata ha spinto i tassi verso l'alto, e i tassi elevati hanno pesato sull'oro. Ora il mercato rovescia l'equazione: la pace significa petrolio più economico, inflazione più bassa e potenziale allentamento della politica monetaria — fattori tutti positivi per un metallo che non genera interessi. Per questo motivo oro, obbligazioni e azioni possono salire contemporaneamente.
La reazione però è piuttosto contenuta, perché abbiamo già visto troppe volte titoli ottimistici sull'Iran senza riscontri concreti. Finora il mercato non ha ricevuto prove effettive della cooperazione iraniana. I dettagli chiave sul programma nucleare restano in sospeso, e questo è il principale ostacolo.
Va ricordato che dall'inizio del conflitto l'oro è ancora in perdita di circa il 13%: per una vera inversione del trend servirà qualcosa di più delle promesse. Il mercato monetario continua a prezzare la possibilità di un rialzo dei tassi Fed entro dicembre, e rimane da vedere come si comporterà il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, in presenza di un rallentamento dell'inflazione qualora lo Stretto venisse riaperto. Venerdì scorso, durante l'inaugurazione di Warsh, Trump ha subito dichiarato di attendersi tagli dei tassi da parte del nuovo presidente nel prossimo futuro.
L'argento è salito più dell'oro: +3% a 77,79$. Anche platino e palladio sono in rialzo. L'indice Bloomberg del dollaro ha perso lo 0,3%.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.607$ per puntare al livello successivo a 4.656$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.708$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.546$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 4.481$, e poi fino a 4.432$.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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