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Nonostante l'ondata di ottimismo di ieri innescata dalle dichiarazioni di Trump, le probabilità di un nuovo rialzo per l'oro restano limitate.
Attualmente il metallo ha recuperato gran parte dei guadagni di ieri e si attesta intorno ai 4.537$ l'oncia. Questo indica che il mercato segue con estrema attenzione l'evolversi dei negoziati tra USA e Iran: ogni nuova notizia fa oscillare il metallo su e giù, dando luogo a un movimento laterale che è diventato la caratteristica dominante dell'oro dalla fine della scorsa settimana.
Ieri Trump ha detto di aver autorizzato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran questa settimana, ma ha rinviato l'azione su richiesta dei leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, per dare ancora una chance alla diplomazia. Il piano iraniano, presentato tramite mediatori pakistani, è stato però respinto dalla Casa Bianca come insufficiente. In altre parole, c'è una pausa, ma nessun progresso.
La pressione su oro arriva da più fronti. I rendimenti dei Treasury restano vicini ai massimi pluriennali, rendendo meno attraente un asset che non paga interessi. Il dollaro ha guadagnato lo 0,2%, rendendo automaticamente l'oro più caro per gli acquirenti al di fuori degli Stati Uniti. Va ricordato che dall'inizio del conflitto il metallo ha perso quasi il 14% — un paradosso per un asset tradizionalmente considerato rifugio nei periodi di tensione geopolitica. Qui però gioca un ruolo cruciale l'inflazione: la guerra ha alimentato l'inflazione, l'inflazione ha spinto i tassi verso l'alto, e i tassi elevati pesano sull'oro più di quanto la paura lo sostenga al rialzo.
L'argento è crollato ancora più bruscamente ieri, perdendo il 2% e attestandosi a 75,80$. Anche platino e palladio hanno segnato ribassi.
Molti trader si attendono che la pressione sul metallo perduri nel breve termine; nel lungo periodo però l'oro resta considerato uno strumento di protezione dall'incertezza globale. Poiché né il conflitto in Iran né la storia dell'inflazione sono conclusi, questa logica rimane valida — ma la sua realizzazione potrebbe essere rinviata nel tempo.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.607$ per puntare al livello successivo a 4.656$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.708$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.546$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 4.481$, e poi fino a 4.432$.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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