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I prezzi dell'oro sono crollati dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito «del tutto inaccettabile» l'ultima proposta iraniana per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Parte del ribasso registrato in Asia è però stata in seguito recuperata.
È evidente che il fallimento della diplomazia non solo protrae il conflitto ma alimenta anche i timori inflazionistici, e questo esercita pressione sul metallo prezioso che non paga interessi. Nelle contrattazioni di lunedì mattina, il prezzo dell'oncia d'oro si è avvicinato a 4.651$, segnando un calo di circa l'1,1% rispetto alla chiusura precedente. Questo calo si è verificato dopo che il metallo era salito di quasi il 2% la scorsa settimana.
Perché l'oro scende quando il mondo è sull'orlo di una nuova escalation?
A prima vista l'aumento della tensione geopolitica dovrebbe spingere i prezzi dell'oro verso l'alto. La situazione attuale però è paradossale. Il fallimento dei negoziati mantiene elevati i rischi di inflazione; aspettative di inflazione più alte portano la Federal Reserve a mantenere i tassi d'interesse elevati. I tassi alti sono il principale antagonista dell'oro, che non genera cedole: gli investitori trovano più redditizio detenere dollari o obbligazioni, guadagnando interessi su di essi.
Il rifiuto di Trump dell'ultima proposta mostra che la sua priorità è contenere le ambizioni nucleari dell'Iran. Questo può tradursi in un'ulteriore escalation oppure, nella migliore delle ipotesi, nel prolungamento dei negoziati senza soluzione rapida.
Senza nuovi shock, è probabile che l'oro resti in una fase di consolidamento laterale: i mercati si trovano intrappolati fra tensione geopolitica e crescenti timori inflazionistici. Questa combinazione probabilmente farà sì che il metallo non abbia una direzione chiara, nonostante l'elevata volatilità dei mercati globali.
La situazione sul campo resta lontana dalla normalità. Gli attacchi nel weekend hanno evidenziato la fragilità della tregua entrata in vigore l'8 aprile: domenica una nave cargo al largo del Qatar nel Golfo Persico è stata colpita da un drone e ha preso fuoco per breve tempo; Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno inoltre segnalato l'intercettazione di droni ostili nel loro spazio aereo. Tale contesto lascia poche speranze per una rapida risoluzione diplomatica del conflitto.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.708$ per puntare al livello successivo a 4.771$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.835$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.656$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 4.607$, e poi fino a 4.546$.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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