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Nonostante una lieve flessione delle quotazioni, l'oro sembra destinato a chiudere in crescita per la terza settimana consecutiva, poiché le speranze di una soluzione diplomatica della guerra in Iran e gli acquisti sostenuti da parte delle banche centrali hanno prevalso sui persistenti rischi inflazionistici.
Oggi il prezzo dell'oro si è stabilizzato intorno a 4.765$ l'oncia, segnando una crescita di quasi il 2% nella settimana. Con le questioni chiave relative al conflitto in Medio Oriente ancora irrisolte, l'attenzione si sposta sui colloqui di Islamabad di questo fine settimana, dove è prevista la riunione della delegazione americana guidata dal vicepresidente J. D. Vance con funzionari iraniani. I trader seguiranno inoltre il rapporto sull'inflazione USA che sarà pubblicato più tardi venerdì.
Ieri, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è detto fiducioso di un accordo per porre fine al conflitto, che dura da sei settimane, ma in seguito ha minacciato Teheran in merito ai pedaggi per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz.
Dall'inizio della guerra, alla fine di febbraio, il metallo prezioso ha perso quasi il 10% e la sua attrattiva come bene rifugio è diminuita, in parte perché alcuni investitori hanno dovuto liquidare posizioni per coprire perdite in altri settori. Lo shock nell'approvvigionamento energetico causato dal conflitto ha inoltre aumentato i rischi inflazionistici, spingendo i trader a scommettere su una rimandata o addirittura rinviata fase di tagli dei tassi da parte delle banche centrali. Questo scenario penalizza l'oro, che non genera rendimenti e beneficia di una riduzione dei costi di finanziamento.
Tuttavia, la minore incertezza macroeconomica derivante dalla prospettiva di una fine del conflitto in Medio Oriente e le preoccupazioni strutturali sulla sostenibilità della politica fiscale e del debito pubblico statunitense continuano a incoraggiare gli investitori ad aumentare la propria esposizione all'oro come strumento chiave di diversificazione.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.771$ per puntare al livello successivo a 4.835$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.893$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.708$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 4.647$, e poi fino a 4.591$.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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