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17.06.202610:04 Forex Analysis & Reviews: La bozza di memorandum d'intesa in 14 punti tra Stati Uniti e Iran

Rilevanza fino a 03:00 2026-06-18 UTC--4

Ieri, una bozza di memorandum d'intesa in 14 punti, che Stati Uniti e Iran dovrebbero firmare formalmente oggi in Svizzera, è trapelata ai media. Il documento pone le basi per 60 giorni di negoziati sul testo finale, e per la prima volta dà al mercato la possibilità di vedere gli impegni reali di entrambe le parti, e non solo la retorica.

Exchange Rates 17.06.2026 analysis

Ecco i punti principali e il senso del memorandum:

La guerra cessa immediatamente, su tutti i fronti, Libano compreso. Né gli Stati Uniti né l'Iran si attaccheranno più a vicenda. È altamente improbabile che Israele accetti una simile decisione.

Lo Stretto di Hormuz viene riaperto entro 30 giorni: l'Iran si impegna a ripristinare il traffico marittimo pre‑bellico, a sminare lo stretto e a rimuovere gli ostacoli tecnici. Gli Stati Uniti revocheranno il blocco navale immediatamente dopo la firma. Qui non ci sono questioni aperte.

L'Iran congela il programma nucleare allo status quo — nessun nuovo arricchimento durante i negoziati. Il destino dell'uranio già arricchito sarà deciso nell'accordo finale. L'Iran conferma che non produrrà mai armi nucleari.

Gli USA autorizzano immediatamente l'esportazione di petrolio iraniano; le sanzioni su petrolio, prodotti petrolchimici e servizi correlati (banche, assicurazioni, trasporti) vengono sospese prima della loro formale revoca.

Gli asset iraniani congelati vengono sbloccati: gli USA si impegnano a rilasciare tutte le autorizzazioni necessarie; i fondi saranno messi a disposizione della Banca centrale iraniana.

Gli Stati Uniti e i loro alleati si impegnano a stanziare almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell'Iran; un meccanismo sarà istituito entro 60 giorni.

Tutte le sanzioni contro l'Iran saranno revocate, comprese le risoluzioni delle Nazioni Unite e dell'AIEA, nonché tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, sia primarie che secondarie, secondo un calendario concordato.

Viene creato un meccanismo di controllo sull'attuazione dell'accordo finale. Il documento finale sarà adottato con una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Da segnalare alcuni punti chiave che il mercato valuterà con attenzione. La clausola da 300 miliardi di dollari — una somma colossale, comparabile al PIL annuo dell'Iran — richiederà l'approvazione del Congresso degli Stati Uniti, il che di per sé rappresenta una seria sfida politica. Anche la clausola che revoca le sanzioni ONU è complessa: per attuarla è necessario il consenso del Consiglio di Sicurezza, dove Russia e Cina dispongono del diritto di veto. Infine, la questione nucleare nel documento è formulata in modo vago: lo "status quo" non implica né lo smantellamento delle centrifughe né l'esportazione dell'uranio, ciò che già suscita critiche da parte di Israele e dei falchi americani.

Per i mercati, il documento rappresenta un segnale inequivocabilmente positivo. Il petrolio è già scambiato sotto gli 83 dollari e, se la firma avverrà senza sorprese, la prossima tappa potrebbe essere il range 75–78 dollari, stimato da molti operatori. La discesa dei prezzi del petrolio modifica direttamente le prospettive inflazionistiche per Fed, BCE e Bank of England.

*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.

Miroslaw Bawulski,
Analytical expert of InstaSpot
© 2007-2026
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