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Mentre la valuta unica europea continua a incontrare difficoltà nel salire contro il dollaro, il nuovo governatore della Banca di Francia, Emmanuel Moulin, ha rilasciato i suoi primi commenti pubblici dopo l'insediamento e ha subito delineato un'agenda ambiziosa. Intervenendo ieri al Forum finanziario Europlace di Parigi, ha dichiarato che si apre una rara opportunità per rafforzare il ruolo internazionale dell'euro e ha esortato i politici europei a coglierla.
La logica di Moulin è semplice e chiara per il mercato. I dubbi sull'indipendenza della Fed con il nuovo presidente Kevin Warsh e una politica statunitense meno prevedibile in generale hanno già spinto una parte degli investitori mondiali a diversificare le riserve. «Ciò che sta accadendo negli Stati Uniti offre opportunità evidenti», ha affermato direttamente. Attualmente l'euro rappresenta circa il 20% delle riserve mondiali delle banche centrali — molto meno del dollaro — ma, secondo Moulin, questo rapporto potrebbe cambiare con le giuste decisioni politiche.
Vale la pena notare che il tema del rafforzamento del ruolo dell'euro è dibattuto in Europa da anni, ma fino ad oggi si scontrava sempre con lo stesso ostacolo: la mancanza di un sufficiente volume di attività sicure denominate nella valuta unica. Moulin ha proposto una via concreta: emissioni di debito congiunte dell'eurozona per finanziare progetti regionali nei settori della difesa e dell'intelligenza artificiale. Fondamentale la sua precisazione: ciò non implicherebbe una ripartizione mutuale del debito nel senso classico, ovvero non si tratterebbe di Eurobond a responsabilità congiunta, bensì di strumenti mirati per progetti specifici. Questa distinzione permette di evitare il veto politico della Germania e dei Paesi Bassi, che tradizionalmente bloccano qualsiasi forma di debito comune.
«In Europa si sta registrando un cambiamento di sentiment», ha concluso Moulin, invitando i ministri delle finanze e la Commissione Europea ad accelerare. «Per l'euro come valuta, si tratta di una prospettiva positiva a lungo termine: maggiore è la disponibilità sul mercato di attività sicure denominate in euro, più attraente diventa l'euro come valuta di riserva per le banche centrali di tutto il mondo», ha osservato il politico.
Tuttavia, tradizionalmente nella politica europea esiste un ampio divario tra ambizioni e attuazione, e il mercato si aspetterà passi concreti, non semplici dichiarazioni.
Per quanto riguarda il quadro tecnico attuale dell'EUR/USD, gli acquirenti dovrebbero ora valutare come riconquistare il livello 1,1555; solo così sarà possibile puntare al test 1,1580. Da lì è possibile raggiungere 1,1600, ma farlo senza il supporto dei grandi operatori sarà piuttosto difficile. Obiettivo più lontano: 1,1625. In caso di discesa, mi aspetto iniziative importanti dei grandi acquirenti solo intorno a 1,1530. Se nessuno si presenta a quel livello, sarebbe una buona idea attendere un nuovo minimo a 1,1505 o aprire posizioni long da 1,1480.
Per quanto riguarda il quadro tecnico attuale della coppia GBP/USD, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 1,3390 per poter puntare a 1,3415; oltre tale soglia la rottura sarà difficile. Obiettivo più lontano: 1,3440. Se la coppia scende, i ribassisti cercheranno di riprendere il controllo di 1,3360. Se ciò dovesse accadere, una rottura di questo intervallo infliggerebbe un duro colpo alle posizioni long e spingerebbe GBP/USD verso il minimo di 1,3330, con la possibilità di raggiungere 1,3299.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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