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Nonostante l'escalation del conflitto in Medio Oriente a seguito del sequestro di navi mercantili nello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, il prezzo dell'oro ha mostrato segnali di flessione. Questa situazione avrebbe dovuto stimolare la domanda tradizionale del metallo prezioso come bene rifugio, ma l'inerzia del mercato e altri fattori stanno attualmente impedendo che questo scenario si concretizzi.
La proroga statunitense del cessate il fuoco con l'Iran, inizialmente pensata per ridurre la tensione, ha paradossalmente mantenuto elevata l'incertezza sui mercati globali. La continua chiusura dello Stretto di Hormuz, anche in presenza di un formale cessate il fuoco, incide pesantemente sulla sicurezza energetica e alimenta i rischi inflazionistici, generando un quadro economico complesso in cui il comportamento dei beni rifugio tradizionali è difficile da prevedere.
Inoltre, l'attacco odierno dell'Iran a diverse navi commerciali nel Golfo Persico ha aggravato la situazione. L'incidente, che rompe la fragile tregua, ha aumentato l'incertezza complessiva, ma l'oro finora non è riuscito a sfruttare appieno questi rischi.
Il prezzo dell'oro è sceso dell'1% a livelli inferiori a 4.700$ l'oncia, annullando il rialzo della sessione precedente, dopo che il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che la tregua del 7 aprile resterà in vigore a tempo indeterminato, in attesa di una nuova proposta iraniana, mentre Teheran afferma di non avere intenzione di partecipare a colloqui nell'immediato.
La proroga del cessate il fuoco da parte di Trump rappresenta un ripensamento rispetto alle minacce di riprendere i bombardamenti sull'Iran. Tuttavia, entrambe le parti restano impegnate in una lotta per il controllo dello Stretto di Hormuz, una via navigabile vitale per le forniture energetiche, per ottenere leve negoziali su un eventuale accordo di pace.
Il conflitto, ora alla sua ottava settimana, ha provocato uno shock senza precedenti nelle forniture energetiche, aumentando i rischi inflazionistici; ciò rende più probabile che le banche centrali mantengano i tassi elevati o addirittura li aumentino. Ciò sta esercitando pressione sul metallo prezioso, che non genera rendimenti, il cui prezzo è calato di circa l'11% dall'inizio della guerra.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.771$ per puntare al livello successivo a 4.835$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.893$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.708$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 4.647$, e poi fino a 4.591$.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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