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La crisi in Medio Oriente continua a essere il fattore dominante per la dinamica dei mercati globali, non solo per le commodity ma per l'insieme degli asset. Questo impatto sarà ulteriormente amplificato da una serie di importanti eventi e dati economici in arrivo questa settimana.
Partiamo dalla situazione in Medio Oriente: rimane sostanzialmente invariata. I contrattacchi contro infrastrutture in Iran, Israele e in altri paesi della regione, dove sono già presenti basi militari statunitensi e impianti di produzione energetica di proprietà americana, mantengono i mercati in tensione. In questo contesto, i prezzi dei due principali tipi di petrolio, Brent e WTI, ricevono supporto e puntano a risalire verso i recenti massimi intorno a 120$ al barile.
La stessa esistenza delle tensioni geopolitiche sta influenzando anche il dollaro statunitense, aumentando la probabilità di una significativa pausa temporanea in ulteriori tagli dei tassi di interesse. Di conseguenza, l'indice ICE del dollaro è già sopra i 100.00 punti e potrebbe salire ulteriormente se la riunione di due giorni della Fed non solo si concluderà con la decisione di lasciare invariati tutti i parametri di politica monetaria, ma anche se J. Powell chiarirà in una conferenza stampa che questo non è ancora previsto.
Oltre alla Fed, questa settimana si terranno riunioni delle banche centrali di Regno Unito, Giappone e Australia: secondo le previsioni la maggior parte manterrà i tassi invariati, con l'eccezione della banca centrale australiana, che dovrebbe invece alzarli. Inoltre, si prevede che la Banca Centrale Russa riduca il suo tasso di interesse di riferimento dello 0,50%, portandolo dal 15,50% al 15,00%.
Oltre agli eventi sopra menzionati, gli operatori di mercato si concentreranno sulla pubblicazione di importanti dati statistici, tra cui l'inflazione al consumo nell'Eurozona, l'inflazione manifatturiera negli Stati Uniti e una serie di altri indicatori.
Quale impatto complessivo potranno avere questi eventi sui prezzi degli asset?
Ritengo che le reazioni ai verdetti delle banche centrali e alle statistiche saranno perlopiù locali e limitate. Al centro dell'attenzione resterà la crisi in Medio Oriente e la possibilità di una sua ulteriore escalation, elemento che spingerà ancora verso l'alto i prezzi del petrolio e sosterrà il dollaro USA.
Previsioni del giorno:
EUR/USD
La coppia viene scambiata sopra il supporto 1,1400, che, se rotto, potrebbe portare a un calo fino a 1,1260 in seguito all'esito della riunione della Fed e al contesto generale degli eventi in Medio Oriente. Livello per vendere: 1,1390.
AUD/USD
La coppia è sotto la resistenza 0,7035; una mossa restrittiva da parte della RBA potrebbe sostenere la coppia e spingerla verso 0,7150. Livello per comprare: 0,7043.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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