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Ieri i prezzi del petrolio sono leggermente calati, ma oggi sono tornati a salire vigorosamente, ed ecco perché.
Mercoledì sera, il Segretario all'Energia degli Stati Uniti Chris Wright ha rilasciato la seguente dichiarazione riguardante l'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) e la Riserva Petrolifera Strategica (SPR) degli Stati Uniti: «Oggi i 32 paesi membri dell'Agenzia Internazionale dell'Energia hanno unanimemente concordato la richiesta del presidente Trump di ridurre i prezzi dell'energia mediante un rilascio coordinato di 400 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi dalle rispettive riserve. Nell'ambito di questi sforzi, il presidente Trump ha autorizzato il Dipartimento dell'Energia a rilasciare altri 172 milioni di barili dalla Riserva Petrolifera Strategica, a partire dalla prossima settimana. La fornitura richiederà circa 120 giorni, in base ai ritmi di scarico previsti».
Il politico ha inoltre sottolineato che il presidente Trump ha promesso di proteggere la sicurezza energetica americana gestendo responsabilmente la Riserva Petrolifera Strategica e che questa misura dimostra il suo impegno a mantenere tale promessa.
Tuttavia, i prezzi del petrolio sono tornati a crescere oggi in seguito alla notizia dell'attacco alle petroliere in acque irachene, che ha evidenziato la minaccia alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente e ha accresciuto le preoccupazioni per un'escalation del conflitto. L'incidente, avvenuto in una regione di importanza strategica, dimostra ancora una volta la vulnerabilità delle forniture energetiche mondiali di fronte alla crescente tensione geopolitica. Eventi di questo tipo tradizionalmente spingono al rialzo i prezzi del greggio, poiché il mercato incorpora rapidamente un premio per il rischio, riflettente potenziali interruzioni nelle forniture e una possibile contrazione dell'offerta.
L'aumento delle preoccupazioni per un'escalation del conflitto in Medio Oriente, regione chiave per l'estrazione e il trasporto del petrolio, continuerà quindi ad alimentare l'incertezza e la salita dei prezzi.
Per quanto riguarda l'attuale quadro tecnico del petrolio, gli acquirenti devono conquistare la resistenza più vicina a 100,40$. Questo consentirà loro di puntare al livello di 106,83$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. Obiettivo più lontano: 113,36$. In caso di discesa, i ribassisti cercheranno di prendere il controllo di 92,54$. Se ci riuscissero, la rottura del range infliggerebbe un duro colpo ai long e spingerebbe il petrolio verso il minimo di 86,67$, con prospettiva di raggiungere 81,38$.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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