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I dati sull'inflazione nell'industria negli Stati Uniti, in aumento a settembre, pubblicati mercoledì, e i verbali della riunione della Fed di settembre, che confermano l'intenzione dei vertici della Banca centrale americana di mantenere i tassi di interesse su livelli elevati "per ancora un po' di tempo", non è riuscito a fermare l'indebolimento correttivo del dollaro e ad "incoraggiare" i suoi acquirenti.
Lo ha fatto per loro il rapporto del Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti, pubblicato giovedì, contenente nuovi dati sull'inflazione al consumo.
Come risulta dai dati pubblicati giovedì, l'indice annuale dei prezzi al consumo è rimasto al 3,7% a settembre, contro una previsione di calo al 3,6%. Anche se l'IPC core annuale è sceso dal 4,3% al 4,1%, il dollaro è aumentato di valore. Gli operatori di mercato ritengono che il rallentamento dell'inflazione aumenti la probabilità che la Fed continui a inasprire la politica monetaria.
Anche i dati sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, che sono risultate inferiori alle previsioni a 209.000 rispetto alle attese di 210.000, hanno avuto un impatto positivo sul dollaro, così come nella settimana precedente, anche se il numero totale di disoccupati che ricevono indennità è salito da 1,672 a 1,702 milioni.
Venerdì, gli operatori di mercato valuteranno il livello di fiducia dei consumatori negli Stati Uniti: alle 14:00 (GMT) verrà pubblicato l'indice preliminare della fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan. L'indicatore dovrebbe scendere a ottobre a 67,4, dal precedente 68,1.
Questo indice riflette la fiducia dei consumatori americani nello sviluppo economico del paese ed è un indicatore anticipato delle spese dei consumatori, che costituiscono la parte più rilevante dell'attività economica complessiva. Un dato peggiore rispetto alle stime precedenti o alle previsioni potrebbe avere un impatto negativo sul dollaro a breve termine. Un aumento del dato dovrebbe rafforzare il dollaro.
Pertanto, le aspettative del mercato riguardo alle prospettive della politica della Fed e del dollaro USA rimangono le stesse. I trader si aspettano che la Fed alzerà i tassi di interesse dello 0,25% entro la fine di quest'anno e li manterrà a livelli elevati l'anno prossimo.
Questo rappresenta un fattore rialzista fondamentale per il dollaro statunitense, poiché continuano a pervenire dati macroeconomici positivi dagli Stati Uniti, che indicano che l'economia americana potrà evitare una recessione, nonostante la politica restrittiva della Banca centrale del paese.
*La presente analisi del mercato ha un carattere esclusivamente informativo e non rappresenta una guida per l`effettuazione di una transazione.
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